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Come prevenire la Megabatteriosi.

 

La megabatteriosi (un tempo nota anche come “Micosi 80“) è una patologia che colpisce numerose specie di uccelli; è favorita da immunodepressione e trattamenti farmacologici errati, spesso arbitrariamente intrapresi dai proprietari.

A dispetto del nome comune assegnato alla malattia, l’agente eziologico è un fungo, Macrorhabdus ornitogaster, microrganismo che vive prevalentemente a livello dello stomaco ghiandolare ma che può, in caso di infezioni massive, raggiungere tutti i tratti dell’apparato digerente.

 L’infezione avviene per contatto con tutto il materiale proveniente dal  tratto digerente degli   uccelli, ossia feci, saliva, rigurgito. La presenza  di M.ornitogaster determina alterazioni digestive    che interferiscono  con l’assorbimento dei nutrienti presenti nell’alimento.

 Gli animali affetti da megabatteriosi mostrano spesso scadente  condizione del piumaggioarea   pericloacale imbrattata di  fecidimagramentoaumento dell’appetito non correlato ad   incremento ponderale. Non è infrequente osservare soggetti che  trascorrono la maggior parte   della giornata con la testa nelle  mangiatoie per nutrirsi con voracità. Nelle feci si rinvengono a   volte anche semi indigeriti.

 La diagnosi si effettua mediante esame microscopico di  uno striscio fecale colorato con il metodo di Gram, oppure, in caso  di decessi in allevamento, mediante osservazione microscopica  della mucosa proventricolare strisciata su un vetrino portaoggetti e sottoposta a colorazione.

La terapia, se iniziata per tempo, può essere risolutiva e consiste nella somministrazione di specifici antifungini (non tutte le molecole, infatti, risultano efficaci), immunostimolanti ed acidificanti. Gli alloggi e gli accessori devono essere accuratamente disinfettati, costituendo, se imbrattati di feci, una possibile fonte di reinfezione.

La somministrazione di antibiotici peggiora la situazione e non dovrebbe mai essere intrapresa. In molti casi è proprio questa pratica a determinare l’insorgere della malattia in quanto in molte specie di uccelli tale micete, se presente in quantità moderata, è considerato commensale dell’organismo (si isola infatti in molti esemplari selvatici), tuttavia l’eliminazione delle popolazioni batteriche competitrici a livello del tratto digerente da parte degli antibiotici favorisce la replicazione di Macrorhabdus ornithogaster, determinando la comparsa dei segni clinici.

                                               

 ECCO COME PREVENIRE E SCONFIGGERE QUESTA PATOLOGIA

 https://www.ornitologiashop.it/it/megastop-80/                                                                   03/05/2019